In Ti racconto che...

Firenze, 1595.

Michelangelo Merisi da Caravaggio è intento a studiare il Tratto di Pittura di Leonardo da Vinci. Ci passa i giorni e le notti, consuma la vista nello studio di quel trattato dove minuziosamente vengono descritti con cura tutte le caratteristiche espressive e il loro significato; una scienza che si chiama fisiognomica.

È da questi studi che nasce quel volto sorpreso e spaventato bello al punto da essere immortale; nasce così il “Ragazzo morso da un ramarro”.

 

ragazzo-morso-ramarro-caravaggio

foto da wikipedia.org

 

Quest’opera è un esempio alto dell’uso della luce che ci permette di osservare le gocce di rugiada sul vaso e sulle foglie, ci fa accarezzare con gli occhi i petali che hanno una densità tattile, ci fa vedere la finestra riflessa sul vaso di vetro trasparente. È una luce che ci fa essere lì, nel momento e nella scena; una luce brillantemente utilizzata che richiama alla mente la tradizione della scuola fiamminga.

Il ragazzo è sorpreso, spaventato, ritrae la mano morsa, improvvisamente, da un ramarro.
Quell’animale che salta fuori senza preavviso e che morde la mano del giovane simboleggia la delusione che la vita porta con sé. Caravaggio ci vuole ricordare che la nostra esistenza è piena di pericoli, piena di difficoltà che non sempre si palesano ai nostri occhi ma, anzi, restano nella penombra, proprio come fa il ramarro, per poi uscire allo scoperto quando meno ce lo aspettiamo.

“Fate attenzione! Fate attenzione!” ci dice il Caravaggio “Non legatevi alla vita materiale, non date troppa importanza alla Vanitas, in un attimo tutto può cambiare e non saranno certo i beni di questo mondo a donarvi la vera felicita!” e lo fa con maestria di colori e luci, con pennellate decise e morbide.

Ogni elemento ha un senso ben preciso in questa composizione: i fiori sono gli anni migliori della nostra vita, i frutti sono i piaceri degli uomini e l’acqua ci ricorda sia la mutevolezza della forma che la possibilità di purificazione.

“Attenti a credere che le cose non possano cambiare, perché le cose cambiano eccome e se non state attenti, ne soffrirete.”

Perché parliamo di quest’opera?

Perché siamo così fortunati da poterla ammirare da vicino, poterla abbracciare con gli occhi e sentire l’odore della sua pittura. Il capolavoro del Caravaggio sarà esposto nella Pinacoteca Podesti.

L’esposizione sarà inaugurata domani 30 Settembre 2016 e sarà visitabile fino all’8 Gennaio 2017.

Potete prenotare la vostra visita guidata chiamando lo 0712850859 o sul sito www.anconaticket.it.

Questi sono gli orari: 10-13 e 15-19; il biglietto costa 10€ e ridotto 8€. Potete anche andare senza guida e senza prenotazione ma è possibile che dovrete avere un po di pazienza e fare un pochino di fila.

«Prendo in prestito dei corpi e degli oggetti, li dipingo per ricordare a me stesso la magia dell’equilibrio che regola l’universo tutto. In questa magia l’anima mia risuona dell’Unico Suono che mi riporta a Dio.» 

Michelangelo Merisi da Caravaggio

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