In Ancona da Vivere, Gli ultimi articoli

«Que pasa chiquita?» (è spagnolo, vuol dire che ti è successo bambina?)
«صباح الخير !» (Sabah alkhyr. È arabo vuol dire buongiorno)
«Ce mai faci?» (è romeno, vuol dire come stai?)
«Σ ‘αγαπώ» (S ‘agapó. È greco, vuol dire ti voglio bene)
«à bientôt» (è francese, vuol dire a presto)

Se ascolti senti parlare: senti dire frasi d’amore, saluti, preoccupazioni, pensieri.
Se ascolti bene senti parlare e sono lingue diverse che tu, magari, non conosci.
E se ascolti tante lingue, in un unico posto, magari stai uscendo dalla stazione della metro di Piccadilly Circus a Londra, oppure stai mangiando un hot dog guardando la Statua della Libertà a New York.
Ed è bellissimo sentirsi al centro del mondo. È bello pensare che tante culture e tanti pensieri e tante persone da ogni parte del mondo siano lì, intorno a te, a salutarsi, a parlarsi e a chiedersi come stai.

Poi, però, dopo aver ascoltato, apri gli occhi. E con stupore ti accorgi di non essere più a Piccadilly Circus e neanche a Manhattan. E che la vecchietta che parla spagnolo è Carmencita, viene dal Perù e si è trasferita qui nel 1989. Stava consolando la sua nipotina di 6 anni che è nata ad Ancona e che tu conosci bene perché spesso gioca con i tuoi figli.
La giovane ragazza araba che cammina per Corso Carlo Alberto è Haifa, ha 32 anni e sta accompagnando il marito a fare una visita medica perché giusto ieri, lavorando in cantiere, si è fatto male, ma per fortuna nulla di grave.
Poi c’è Andrei, che gioca a calcio, ogni tanto con tuo fratello più piccolo. Viene dalla Romania: è sempre sorridente e parla più dialetto di te.
Poi c’è Alexios, ha quasi 50 anni e fa il camionista su e giù con la Grecia. È un tipo ok, saluta quando passa e fuma un sacco. Parlava al telefono quando ha detto ti voglio bene, magari lo stava dicendo a sua figlia.
E poi c’è Mamadou. È un ragazzone enorme e scurissimo. Parla tre lingue e anche se non ha neanche 30 anni ha visto più cose lui che tu in tutta la tua vita. E non sono cose belle. Dà una mano nel bar in fondo alla strada e cerca di perfezionare il suo italiano ogni giorno.

Corso Carlo Alberto è lungo 750 metri e poi, lì vicino, abbracciata a lui, c’è Piazza Ugo Bassi e poi il Mercato del Piano e le stradine che si perdono tra i palazzi e gli odori di spezie.

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Il nostro Piano è così: pieno, colorato, diverso, nuovo. Sì, perché Ancona non è Londra. Ancona è una città di provincia e Ancona non è New York dove certe diversità non fanno più specie a nessuno.
Ancona ci si sta abituando, Ancona sta imparando l’accoglienza, l’essere speciali perché diversi.
E allora nasce il Primo Piano Festival.
Per ricominciare a vivere questi luoghi della nostra bella città.
Per scoprire come si fa l’hummus, quello tradizionale dentro il Mercato del Piano.
Per veder ballare artisti che vengono da tutto il mondo.
Per provare a imparare una nuova lingua.
Per ascoltare la voce di Noa e la musica inimitabile dell’Orchestra di Piazza Vittorio in Piazza Ugo Bassi.

Sono luoghi della tradizione, sono luoghi da riscoprire. Con il sorriso.

Dal 9 al 16 Luglio 2017 il Piano sarà musicale-vibrante-cosmopolita-caleidoscopico.

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