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Sveglia alle 5.10.
-Finalmente vado a fare le foto al mercato del porto-

Arrivo al porto alle 6.10.
-Oh cazzo è vuoto-

Caffè (secondo) al bar chiosco.
«Ma non è che c’ è il fermo pesca …»
«Eh sci, ma sei d’ Ancona te?»
«Sì, dovrei, vabè …»

Ore 7, parcheggio in centro.
-Vabè consoliamoci col mercato di Corso Mazzini-

-Troppo presto …-

Mi giro verso sinistra.
-Il Mercato delle Erbe!-

Terzo caffè.
-Bello sto posto, erano 15 anni che non ci mettevo piede …-

La signora anziana che arrossisce quando la fotografi e ti dice:«Oh dopo me la fai vede eh!»
Il vecchio pescatore che ti chiede di fare le foto “A ‘ste canocchie, guarda ‘ntè bele, se movene che manco ‘nte l’acqua”
La Fruttarola:«Fanne una qua, guarda che colori beli!»
Il vecchio e affezionato cliente:«Eh, qua un po’ ha ripreso, c’è la gente co’ le robetine de lora, ma comunque c’è da rifà tuto … che tristezza»

mercato-erbe-ancona

Le vetrate che fanno entrare la luce della mattina presto di Settembre e il ferro tutt’intorno.
Il Mercato delle Erbe di Ancona lo hanno costruito gli operai del cantiere navale con il ferro che avanzava dallo smantellamento delle navi austriache che erano state catturate durante la guerra.

Era il 1920.

È il 2016.

mercato-delle-erbe

Qualche banchetto pieno, qualcuno vuoto che aspetta di essere riempito, qualcuno, invece, che non si riempirà. C’è un bar in un angolo, un piccolo alimentari e se alzi lo sguardo pensi solo:
-Quant è bello!-
-Che voglia di rivederlo pieno di gente-
– … e se fosse come Covent Garden o come San Miguel oppure come San Lorenzo-

Nel frattempo anche gli ultimi banchetti destinati a lavorare sono fioriti di zucchine, frutta, fiori.

È ora di andare.

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Il testo iniziale e il racconto fotografico sono di Filippo Pantaleoni che ringraziamo.

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